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Metodo

Come calcoliamo lo stato del mare, spiaggia per spiaggia

di Tullio Conte · Aggiornato il 7 settembre 2026 · 8 min di lettura

Dalle onde al largo al colore sulla mappa: i dati, il riparo misurato per ogni spiaggia, la scala a sei termini e come verifichiamo con feedback e webcam.

La risposta in due righe. Prendiamo l'onda prevista al largo, la portiamo sotto riva togliendo quello che promontori, moli e orientamento della spiaggia le tolgono, e traduciamo i centimetri che restano in sei parole, da piatto a molto mosso. Il colore dice se ci puoi andare.

Una premessa, perché è giusto dirla subito: chi scrive è l'ingegnere informatico che ha costruito questo modello e lo verifica ogni giorno. Quindi questo articolo racconta come funziona il calcolo, passo per passo, con i numeri veri che usiamo nell'app.

In breve
  • Partiamo dalle previsioni meteo-marine, aggiornate cinque volte al giorno.
  • Per ogni spiaggia abbiamo misurato sulla mappa da quali direzioni arriva mare aperto.
  • L'onda "efficace" sotto riva finisce in una scala a sei termini: fino a poco mosso il bagno è praticabile.
  • Controlliamo il risultato con i feedback di chi è in spiaggia e con le webcam.

Da dove partono i dati

Tutto comincia al largo. Per ogni punto della costa leggiamo le previsioni dei modelli meteo-marini: altezza dell'onda, direzione da cui arriva, periodo, vento e temperatura dell'acqua. Sono gli stessi modelli che usano i bollettini, non li facciamo noi.

Poi c'è la nostra parte. Seguiamo 4.290 spiagge e scogliere pubbliche e 3.549 stabilimenti, in 15 regioni e su sei mari: Adriatico, Ionio, Tirreno, Mar Ligure, Mare di Sardegna e Canale di Sicilia. Per ognuno di questi punti conosciamo la posizione esatta, il comune, la provincia e soprattutto la forma della costa intorno.

I calcoli girano cinque volte al giorno, alle 6, alle 9, alle 12, alle 15 e alle 18. Ogni giro rifà tutto da capo per tutti i punti. Così la mappa e le classifiche seguono la previsione più recente, non quella della mattina.

Un'onda di un metro al largo, però, non è un metro sotto riva. Ecco il punto centrale di tutto il metodo, e lo vediamo adesso.

Il riparo: la rosa di ogni spiaggia

Le onde le fa il vento, soffiando su un tratto di mare libero. Se davanti alla spiaggia c'è un promontorio, un'isola o un molo, da quella direzione il mare libero finisce presto. Quindi l'onda arriva piccola, oppure non arriva. Lo abbiamo raccontato con otto coppie di spiagge nell'articolo su perché il mare è calmo da un lato del promontorio.

Per usare questa regola su migliaia di spiagge serviva una misura, non un'impressione. Allora abbiamo diviso l'orizzonte di ogni spiaggia in 36 settori da dieci gradi. In ogni settore abbiamo misurato sulla mappa quanti chilometri di acqua libera ci sono prima di incontrare terra, fino a trenta chilometri.

Un settore conta come aperto quando ha circa ventidue chilometri o più di mare davanti. Sotto quella soglia il riparo cresce, ma non in modo lineare: segue la radice quadrata della distanza. In pratica i primi chilometri di terra davanti a te contano moltissimo, poi ogni chilometro in più aggiunge sempre meno.

Questa è la rosa di Cornino, vicino a Custonaci: la montagna di Cofano chiude tutto il lato nord, così il mare aperto resta solo verso ovest.

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Cornino (Custonaci): mare aperto solo da ovest-sud-ovest a nord-ovest Immagini satellitari © Esri, Maxar, Earthstar Geographics

E questa invece è Torre Pedrera, a Rimini: costa dritta, nessun promontorio, mare aperto su tutto l'arco davanti alla spiaggia. Qui il riparo è zero e l'onda del largo arriva intera.

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Torre Pedrera (Rimini): davanti alla spiaggia il mare è aperto in ogni direzione Immagini satellitari © Esri, Maxar, Earthstar Geographics

La rosa l'abbiamo misurata per 4.222 spiagge su 4.290. Quando arriva la previsione, guardiamo da dove viene l'onda e leggiamo il settore corrispondente. Se l'onda arriva da un settore chiuso, la riduciamo. Se arriva di lato rispetto alla spiaggia, la riduciamo ancora, perché una spiaggia riceve per intero solo le onde che la guardano in faccia.

La scala a sei termini

Alla fine di questo calcolo resta un numero: l'altezza dell'onda efficace sotto riva. Un numero però non aiuta chi deve decidere se andare al mare con i bambini. Per questo lo traduciamo in sei parole, ognuna con una soglia precisa.

Piatto vuol dire onda fino a cinque centimetri. Calmo fino a venti. Poche onde fino a quaranta, poco mosso fino a sessanta. Mosso fino a un metro, molto mosso oltre il metro. Sono le stesse parole che usano i bollettini, ma qui riferite alla riva, non al largo.

I colori sono tre, non sei, perché sul telefono devi capire a colpo d'occhio. Verde per piatto e calmo, giallo per poche onde e poco mosso, rosso per mosso e molto mosso. Il bagno lo consideriamo praticabile fino a poco mosso, cioè entro i sessanta centimetri.

C'è anche una regola di sicurezza che vale sopra tutto il resto. Se al largo l'onda prevista supera i due metri, la spiaggia non diventa mai verde, per quanto sia riparata. In quelle giornate il riparo riduce l'onda, ma non cancella la risacca e le correnti.

Fasce orarie e voto della giornata

Il mare cambia nell'arco della giornata. Di solito la mattina è più calmo e il pomeriggio si alza la brezza, ma non sempre. Per questo ogni spiaggia ha cinque fasce orarie, alle 6, alle 9, alle 12, alle 15 e alle 18, e ognuna ha il suo stato.

Il voto della giornata, quello che ordina le classifiche, è la media delle fasce che ancora devono arrivare. Alle dieci del mattino contano le 9, le 12, le 15 e le 18. Alle sedici contano solo le 15 e le 18. Così una mattinata storta già passata non pesa più, mentre un pomeriggio che peggiora pesa subito.

Dalle nove di sera l'app smette di parlare di oggi e passa a domani. Chi guarda la mappa a quell'ora sta decidendo dove andare l'indomani, non stasera. Le classifiche della sezione mare calmo oggi in Italia seguono la stessa regola, regione per regione e provincia per provincia.

Come verifichiamo

Un modello si giudica dai suoi errori. Quindi nella scheda di ogni spiaggia c'è un pollice su e un pollice giù, ma si può usare solo quando sei sul posto, entro un chilometro, con la posizione attiva. Non vogliamo opinioni da casa, vogliamo occhi sulla riva.

Nell'estate 2026 sono arrivati cinquantacinque giudizi: quaranta dicono che il mare era come previsto, quindici dicono di no. I pollici giù ci interessano di più. Quasi tutti dicono la stessa cosa: l'app segnava piatto o calmo, e in acqua c'era qualche onda in più.

Da quei quindici casi abbiamo imparato qualcosa. Il riparo era calcolato in modo troppo generoso sulle spiagge con poca terra davanti. Allora ad agosto abbiamo cambiato la formula, ed è nata la regola della radice quadrata che hai letto sopra. Ogni feedback arriva con la previsione del momento, così possiamo rifare i conti su quel caso preciso.

Poi ci sono le webcam. Ne abbiamo collegate 706, e coprono più di sei spiagge su dieci tra quelle più cercate. Quando un feedback non torna, la webcam è il primo posto dove andiamo a guardare. Nell'articolo su quanto sono riparate le spiagge italiane trovi i risultati di questo lavoro, mare per mare.

Cosa non sappiamo

Prima di tutto: parliamo di onde, vento e corrente, non di qualità dell'acqua. Quella la misurano le agenzie ambientali regionali con i prelievi della stagione, e i divieti di balneazione stanno nelle ordinanze dei Comuni e della Capitaneria di Porto.

Poi c'è la scala delle cose piccole. Un molo nuovo, una barriera frangiflutti posata l'inverno scorso, una secca che cambia la rottura dell'onda: la mappa non sempre lo sa. Per questo i feedback contano tanto, e per questo la bandiera del lido, quando c'è, vale più di qualunque previsione.

Infine, una previsione resta una previsione. Più ci si avvicina all'ora, più diventa precisa, ma non è una misura fatta con uno strumento sulla riva. Se in acqua vedi una cosa diversa da quella che dice l'app, ha ragione l'acqua. Dillo col pollice giù, e il modello migliora anche per gli altri.

Domande frequenti

Perché due spiagge vicine hanno colori diversi?

Perché guardano in direzioni diverse o hanno un riparo diverso. A pochi chilometri di distanza una spiaggia può avere un promontorio tra sé e il vento e l'altra no. Il modello misura questa differenza spiaggia per spiaggia, quindi i colori possono cambiare in poco spazio.

Il verde vuol dire che il bagno è sicuro?

No. Verde vuol dire onda prevista bassa sotto riva, fino a venti centimetri. La sicurezza dipende anche da correnti, fondale e dalla persona: guarda la bandiera del lido e le ordinanze della Capitaneria, che valgono sempre più di un modello.

Ogni quanto si aggiorna lo stato del mare?

Cinque volte al giorno, alle 6, alle 9, alle 12, alle 15 e alle 18. L'orario dell'ultimo aggiornamento è scritto in cima alle classifiche e nel riepilogo di ogni spiaggia.

Come faccio a segnalare un errore?

Dalla scheda della spiaggia, quando sei sul posto: pollice su se il mare era come previsto, pollice giù se no, con due parole su cosa hai visto. Se preferisci scrivere, trovi tutto nella pagina dei contatti.

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